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Paola Grandis

La Novela Negra

di Pedro Peña

Pedro Peña è uno scrittore uruguayano del quale non sapevo nulla, finché non ho letto su di lui un post di Giorgio Ballario.

E’ anche molto altro perché insegna Letteratura e, prima di dedicarsi al crime, ha scritto una trilogia fantasy, un romanzo dal quale in Uruguay è stato tratto un film: La notte che non si ripete e poi la pentalogia dedicata al giornalista investigativo Agustín Flores.

In patria e all’estero ha fatto incetta di premi e la casa editrice romana deiMerangoli ha deciso di pubblicare tutta la sua opera.

Colpita dal post di Ballario e da quello che ho letto su di lui, ho acquistato i primi due libri della serie:

– Ormai nessuno vive più in certi luoghi

– Il diavolo non sempre ci mette la coda.

Sono rimasta affascinata da entrambi, sia per le storie narrate, sia per la scrittura di questo autore, sia dal suo personaggio.

E anche dalle copertine, devo ammetterlo, che riportano le tele di Fabrizio Bicio Fabbri: oltre a essere stupende, sono in parte anche tattili.

Ma veniamo al crime.

Peña, in questi primi due romanzi, ci racconta un Uruguay rurale, bellissimo e a tratti crudele. 

Agustín Flores è un uomo complicato, che ama la vita e il suo lavoro ma che è anche complicato, talvolta ingenuo e confuso, più spesso disincantato.

Nel primo romanzo che ho letto, il nostro giornalista precario è inviato dal suo giornale in un paesino sperduto, Rafael Alsino, per indagare su un pluriomicidio avvenuto da oltre un anno che la polizia sembra ansiosa di archiviare il prima possibile, ma in paese arriva Agustín, curioso per natura, che finisce col ritrovarsi in situazioni sempre più pericolose senza che queste lo facciano desistere dalla sua ricerca.

L’autore in questo romanzo utilizza con maestria diversi registri narrativi: diario, appunti, articoli di giornale, bozze di articoli, senza che la tensione che vi coglierà con il procedere della Novela venga minimamente spezzata, anzi.  

Vi do un’indizio, non sul caso ma su come sia costruito questo libro: l’indice, a pagina 15, riporta: Epilogo 1; a pagina 125 Epilogo II; a pagina 131, Epilogo III.

Tra un epilogo e l’altro ci sono i capitoli.

Vi ho incuriositi almeno un po’?

Veniamo al secondo romanzo.

Qua la struttura narrativa è più tradizionale ma non lo è certo la scrittura di Pedro Peña che rimane scoppiettante,  intrigante e disseminata di tensione e realismo linguistico.

Agustín Flores all’inizio della vicenda ci appare più sereno, desideroso solo di dedicarsi alla scrittura del suo ipotetico romanzo, finché non riceve una lettera misteriosa che lo ricaccia sulla strada, alla ricerca di una verità o, meglio, di diverse verità: quella che scaturirà dall’inchiesta, quella sul suo lavoro e quella su sé stesso e, ancora una volta, Flores rischierà la vita per trovarla.

Il giornalista, durante le sue indagini e le sue peregrinazioni all’interno del tessuto sociale uruguayano, non parla mai di politica, anzi sembra davvero non volersene occupare.

Ma il paese lo fa per lui e se state pensando al “realismo magico” come strumento di denuncia,  almeno in questi due primi romanzi che ho letto, la Novela Negra di Peña ci riconduce sempre realtà, bella o brutale che sia, a cominciare dal linguaggio.

Se dovessi utilizzare una sola parola per definire quanto ho letto, userei il termine “encantada“, in omaggio allo scrittore.

Encantada dalle storie, dalla scrittura e dalle copertine.

Vi lascio anche il link che riporta un’intervista allo scrittore, molto interessante per comprendere meglio dalle sue stesse parole il ruolo della Novela Negra nell’attuale letteratura sudamericana.

Spero di avervi stuzzicato a sufficienza per spingervi a leggere.

E no, i libri non li troverete negli store online, per una precisa scelta editoriale, credo.

Dovrete ordinarli in libreria o direttamente alla casa editrice che sarà velocissima nello spedirveli: dei Merangoli: come sempre nei miei suggerimenti, se cliccate sulle parole sottolineate, troverete i link di rimando per approfondire, verificare di persona e acquistare, se lo desiderate.

Per quanto mi riguarda, ho già ordinato gli altri due: 

– Non è manco la fine del mondo

– Non c’è verità più grande

Per il quinto ci sarà da attendere un po’, ma non troppo, mi auguro.

 

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