Paola Grandis

Paola Grandis

About The Author

Il mio amore per l’intrigo e la Storia: un’autrice e una storica a Torino

Sono un’autrice e una storica con la passione per l’intrigo, la Storia, i libri e soprattutto Torino, la mia città.

Dopo aver insegnato Lettere nel triennio delle Superiori, mi sono decisa a pubblicare i miei romanzi noir.

DICONO DI ME E DEI MIEI ROMANZI

La giallista Marcella Nardi, su Segnalazioni Letterarie di dicembre 2025 scrive:

“Il romanzo si apre con un potente prologo storico ambientato nella Ginevra del 1553, dove assistiamo al rogo del medico e teologo Michel Servet, condannato non tanto come individuo ma per le sue idee rivoluzionarie e per i libri proibiti che ha scritto. Da questa scintilla storica la narrazione si sposta nel presente e inizia un’indagine complessa: un omicidio inquietante al Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” di Torino, dove un corpo viene ritrovato sotto una pila di scheletri posizionati in modo rituale.”

Se vi interessa la continuazione dell’articolo, la potete trovare sulla rivista online “Segnalazioni Letterarie” a questo link: https://www.nessunoecentomila.it/segnalazioni-letterarie-dicembre-2025/

Angela Giordano scrive su Life & News:

Con il suo ultimo romanzo, Paola Maria Emilia Grandis si conferma una firma di rilievo nel panorama del giallo italiano contemporaneo. La sua capacità di intrecciare il rigore della ricerca storica con il ritmo serrato del noir moderno è ciò che rende la sua scrittura non solo avvincente, ma profondamente colta.

La Grandis non si limita a imbastire una trama poliziesca, ma costruisce mondi. Nel suo libro “Danza Macabra”, edito da Pathos edizioni, attraverso la creazione della commissaria Eva Graneris, l’autrice riversa nelle pagine una rara sensibilità umanistica. 

Si percepisce, tra le righe, la sua profonda conoscenza della storia e dei grandi classici, che le permette di spaziare con disinvoltura dal XVI secolo alla Torino di oggi, rendendo accessibili e affascinanti temi complessi come l’antiquariato librario e la medicina antica.


Le tematiche principali del suo romanzo includono il confronto tra scienza e crimine, la complessità delle relazioni familiari e la ricerca della verità.
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Ciò che colpisce della Grandis è la cura del linguaggio. La sua prosa è elegante e arricchita da sfumature linguistiche — dal piemontese al francese — che conferiscono ai suoi personaggi una tridimensionalità rara. 

Non scrive “semplici” detective story, ma veri e propri romanzi psicologici dove l’ambiente (che sia una Torino piovosa o una Venezia misteriosa) diventa esso stesso protagonista.

Paola Grandis ha il pregio di saper raccontare le fragilità umane con estrema dignità. La sua Eva Graneris, alle prese con il timore della pensione e il peso della giustizia, è lo specchio di una scrittura che sa guardare oltre il distintivo, scavando nell’animo di chi vive per la propria missione.
In definitiva, Paola Maria Emilia Grandis è un’autrice che sa sfidare l’intelletto del lettore senza mai dimenticare di emozionarlo.

 

Intervista di Manuela Montemezzani su
L'Eco di Pavia
L'Eco di Savona

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“Non si uccide a Natale” è il secondo della trilogia.

Due omicidi efferati, compiuti ai danni di persone molto note in paese, sono avvenuti a Torralto, dove Eva ha trascorso l’infanzia insieme alla nonna e nel quale si è trasferita.

Ritroviamo Fabio Boldrin e Angela Tedeschi, i due collaboratori principali di Eva alla Mobile di Torino, insieme alla commissaria della Scientifica e amica, Maria Vitali, e all’ispettore capo Gaetano Meinardi.

Tutto inizia nel 1889 a Roma, con il ritrovamento di una sepoltura dall’eccezionale importanza archeologica. 

La vicenda si svilupperà in una Torralto da sogno, innevata e addobbata per il Natale, mettendo a dura prova il paesino medievale che si è attrezzato per ricevere i turisti giunti da tutta Europa per trascorrervi una serena vacanza sulla neve.

Anche in questo libro, Grandis mescola con abilità modernità, tensione e Storia.

In passato, l’autrice ha pubblicato Displaced Europe, un romanzo nato dall’esperienza di viaggio vissuta insieme ai suoi allievi nella Bosnia-Erzegovina post-bellica.

INTERVISTA ALL’ AUTRICE

Com’è nata la passione per la scrittura?

Bella domanda. Devo andare molto indietro con i ricordi, alle elementari. Il 22 Novembre del 1963 a Dallas venne ucciso John Kennedy. A casa avevamo un piccolo televisore in bianco e nero e così – come per altri eventi di quei tempi – ho seguito tutto: avevano interrotto le trasmissioni per trasmettere la diretta. Il giorno dopo la maestra ci fece fare un temino a riguardo e io scrissi e scrissi. La mia maestra era decisamente vecchio stile e molto parca nei commenti ma in quel caso fece un’eccezione e mi disse che ero molto brava a scrivere e che avrei dovuto coltivare questo dono. Così ho fatto: da allora ho sempre scritto, per tutta la vita.

Gli spunti per i libri da dove le arrivano e come nascono i personaggi?

Gli spunti per i libri, così come per i personaggi, nascono dalle persone che ho incontrato e dalla mia formazione permanente. Ho passato l’esistenza a scrivere, leggere e studiare, un po’ per lavoro – insegnavo lettere nel triennio superiore – e un po’ per passione. Eva Graneris invece è stata costruita a tavolino o meglio alla scrivania, pensando a come la volevo. Intanto doveva essere donna e non doveva avere tutti quegli atteggiamenti un poco disturbati che affliggono gli investigatori. Eva ha famiglia, figli e nipoti e un lavoro che la appassiona. Non ha tempo per troppe crisi individuali, è pratica e decisa. Un po’ come siamo tutte noi donne che lavoriamo e mandiamo avanti una famiglia insieme ai nostri mariti o compagni.

 Ci parli della trama.

Trattandosi di thriller non posso parlarvi della trama, però posso dare alcuni elementi. In Danza Macabra il tema di fondo – omicidio e indagine a parte – è la lotta che nei secoli i liberi i pensatori, gli scrittori e gli editori hanno sostenuto per il diritto di parola e di libero pensiero: non a caso il romanzo si apre con il rogo allestito per bruciare Michele Serveto e i suoi libri, prima di passare alla vicenda gialla che si svolge a Torino oggi. In questo libro la città di Torino e una parte della sua storia fanno da sfondo al racconto.

Non si uccide a Natale, invece, si svolge in una piccola cittadina medievale a cui ho dato il nome fittizio di Torralto. L’avvio della vicende parte da un ritrovamento archeologico importante avvenuto a Roma alla fine dell’Ottocento ma poi l’indagine ruota attorno a due omicidi avvenuti nella cittadina.

Progetti futuri

Sto già scrivendo il terzo romanzo con Eva Graneris come protagonista e poi, prima di decidere con il mio editore, Pathos Edizioni, se e come continuare la serie, vorrei produrre un romanzo autoconclusivo. Vedremo. Anche se un romanzo così l’ho già scritto e pubblicato ed è stato il primo: Displaced Europe è il titolo. Non è un thriller tradizionale anche se c’è una bella suspence perché è la storia romanzata di una ragazza sopravvissuta, insieme alla nonna, alla guerra in Bosnia Erzegovina e che a Parigi incontra casualmente il carnefice di tutta la sua famiglia. Leila deve decidere se vendicarsi o meno. Un noir psicologico, se vogliamo definirlo in qualche modo, ma anche storico perché la documentazione, come sempre nei miei libri, è molto accurata.

Dove possiamo trovare i libri?

I libri li potete trovare on demand in tutte le librerie, in pronta consegna in alcune librerie di Torino e dintorni: Ubik di Ciriè e di Chieri, Tra Natura e Cultura a Germagnano, Edicola Libreria della Stazione a Lanzo. A Torino i libri li trovate alla Libreria Belgravia, alla Piola Libreria di Catia Bruzzo, alla Libreria Donostia.
On line ovunque: Amazon, Mondadori, Feltrinelli, Ibs, fate voi.

Quando si decide che un libro è pubblicabile e perché?

Questo bisognerebbe chiederlo agli editori. Immagino perché la storia piace ed è ben scritta.

Quanto è importante leggere per scrivere bene?

Qua ci sono diverse scuole di pensiero: chi sostiene – e sono i più – che per scrivere occorre prima aver letto molto e chi invece pensa che l’artista abbia in sé la scintilla della creazione. Penso che occorrano entrambe.

Non conosco scrittori che non siano stati e non siano forti lettori e al tempo stesso se non hai dentro di te l’istinto e il piacere di raccontare, non riuscirai mai a portare a termine un libro.

Cosa legge e chi preferisce come autore.
Se ne ha uno di riferimento

Mi riaggancio alla domanda precedente: sono una fortissima lettrice per cui non ho un vero e proprio autore di riferimento. A scrivere mi hanno aiutata tutti i “giganti” che ho conosciuto attraverso le loro opere e che vanno – per la letteratura italiana – da Dante a Foscolo, Petrarca, Manzoni e via dicendo. Manzoni soprattutto. Per il genere giallo … tutti, tanti: la Christie, van Dike, John Dickson Carr, da ultima la Penny. Questo per gli stranieri. Tra gli scrittori maschi italiani contemporanei: Christian Frascella, Tullio Avoledo, Davide Longo, Orso Tosco, Enrico Pandiani. Tra le donne: Paola Barbato, Barbara Baraldi, Giorgia Lepore e Alice Basso.

 

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Segnalazioni Letterarie è la rivista mensile legata alla pagina facebook omonima e diretta da Alberto Raffaelli: 

La giallista Marcella Nardi, su Segnalazioni Letterarie di dicembre 2025 scrive:

“Il romanzo si apre con un potente prologo storico ambientato nella Ginevra del 1553, dove assistiamo al rogo del medico e teologo Michel Servet, condannato non tanto come individuo ma per le sue idee rivoluzionarie e per i libri proibiti che ha scritto. Da questa scintilla storica la narrazione si sposta nel presente e inizia un’indagine complessa: un omicidio inquietante al Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” di Torino, dove un corpo viene ritrovato sotto una pila di scheletri posizionati in modo rituale.”

Se vi interessa la continuazione dell’articolo, la potete trovare sulla rivista online “Segnalazioni Letterarie” a questo link: https://www.nessunoecentomila.it/segnalazioni-letterarie-dicembre-2025/