Paola Grandis

Cadaveri a sonagli

Piccolo paese, perfide abitudini

Oggi vi suggerisco un noir dello scrittore Christian Frascella.

No, non si tratta della serie con Contrera, di quella ve ne  parlerò un’altra volta.

Cadaveri a sonagli: Piccolo paese, perfide abitudini è un romanzo autoconclusivo, come si definisce in gergo editoriale una storia che inizia e si conclude in un solo volume, ed è edito da Giallo Mondadori.

E’ un racconto molto avvincente, molto noir, nel quale incontrerete molto sangue, anche se non si tratta di un romanzo né splatter né truce – che altrimenti non ve l’avrei suggerito perché a me non sarebbe piaciuto – anche se i morti ammazzati sono numerosi.

Scrivere di un noir facendo nascere il desiderio di leggerlo senza raccontare troppo della vicenda é sempre un’impresa non facile.

Ci provo.

La vicenda si svolge a Santa Margherita delle Langhe – il piccolo paese del sottotitolo, anche se come metafora mi sembra valida anche per un Paese ben più grande – e prende l’avvio da un omicidio iniziale dal quale, a cascata, scaturiscono una serie di eventi che coinvolgono numerosi personaggi.

Perché in qualche modo questo è un romanzo corale, sia per quanto riguarda i personaggi sia per quanto riguarda i cadaveri.

Due giovani, un uomo e una donna, decidono di fare il “colpo grosso”: il furto che li sistemerà per la vita, ma il Destino ha in serbo per loro e per tutti i soggetti che saranno coinvolti negli eventi – compreso un adorabile pinscher dal bianco mantello – qualcosa di totalmente diverso da come se lo erano immaginato.

Sulla trama, non vi racconterei altro, lasciandovi il piacere di scoprirla da soli.

Anche se il sangue scorre a fiumi e l’azione è molto adrenalinica, in questo romanzo ritroviamo lo humor un po’ cinico e talvolta duro al quale Frascella ci ha abituati con Contrera.

Le Langhe sono uno sfondo immoto e al tempo stesso crudele e questo è un punto di vista non usuale, come non usuale è la narrazione che lo scrittore fa sia dei poliziotti  e dell’investigatrice Dora Baron – il cui arrivo alla stazione di Polizia di Santa Margherita con relativa presa di comando è gustosissimo, tutto all’insegna dell’ironia e anche di una certa crudeltà – sia dei personaggi che, a diverso titolo, si macchiano di colpe.

Se qualcuno di voi, come ho fatto io, ha letto la serie con Contrera, allora saprà che Frascella ha il dono di mostrarci un’umanità tormentata sia nel male che nel bene e che tuttavia non si piagnucola addosso ma cerca di affrontare i suoi mostri.

In questo romanzo dal finale travolgente, man mano che avanziamo nella lettura, scopriamo non solo le motivazioni che spingono i personaggi ad agire, a delinquere o a proteggere: il contrasto tra chi nasce dalla parte giusta del paese  e chi dalla parte sbagliata, resta sotteso in tutta la narrazione.

Cadaveri a sonagli – un titolo che da subito ci fa entrare nell’atmosfera e nel senso della storia – si legge tutto d’un fiato e al tempo stesso offre numerosi spunti di riflessione sulla condizione umana.

Per un giallo non è poco: solo una penna molto abile riesce a creare questo equilibrio tra i diversi piani narrativi.

Che poi qua, come nei romanzi il cui protagonista è Contrera, ci si diverte anche parecchio. 

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