Dante non lo saprà mai
di Renato Cipriani
Inizio col dirvi che si tratta di un romanzo davvero particolare.
Del resto, lo avrete già compreso dal titolo.
Aggiungo che non di tratta di un saggio su Dante Alighieri e neppure sulla Divina Commedia: è un romanzo fresco, attuale, che non ha nulla di didascalico o di cattedratico.
E … sì, racconta una storia d’amore anzi, di diversi amori, se con questa espressione non ci limitiamo a definire il rapporto di coppia ma la utilizziamo anche per definire altri generi di amore: quello dei genitori per i figli, dei nonni per i nipoti, degli umani per i libri e per l’arte.
L’autore, Renato Cipriani, è riuscito a costruire una vicenda credo unica nel suo genere: ha ambientato la trama nella contemporaneità, nella Torino di oggi e al tempo stesso rievoca il maggior Poema della letteratura italiana e uno dei maggiori della letteratura mondiale attraverso la costruzione e il linguaggio.
C’è una coppia di oggi e i due giovani si chiamano – ça va sans dire – Francesca e Paolo.
In quest’ordine: è importante poiché l’autore stesso, nella dedica, ci spiega che si tratta di un romanzo nel quale le donne sono protagoniste.
I due innamorati si incontrano in una libreria. Scoprono di avere interessi comuni: i libri, l’arte e i viaggi. S’innamorano.
Qualche tempo dopo i due giovani vanno a vivere insieme e da qui e da una vecchia casa di campagna nella quale Paolo è cresciuto, si dipana il romanzo: si tratta di una storia di famiglia che si snoda lungo tre generazioni.
Ed è anche una narrazione di viaggi e di viaggiatori che attraversano luoghi fisici e luoghi dell’anima.
E Dante, allora, cosa c’entra? vi starete chiedendo.
Intanto l’autore riprende la struttura del Poema: tre cantiche, tre parti nel romanzo.
Inoltre, questa famiglia è legata a un’edizione dei tre libri della Divina Commedia che il nonno teneva sempre a portata di mano sulla mensola del camino per rileggerla e leggerla al figlio prima e al nipote poi: entrambi questi ragazzi sono cresciuti imparando le diverse cantiche e utilizzandole nei momenti più topici della loro esistenza.
E qui si apre un piccolo mistero che si svelerà solo alla fine, perché padre e figlio in realtà non si conoscono.
Per non parlare del fatto che quello di Dante nei tre Regni è il viaggio per eccellenza.
Più andiamo avanti nella lettura della bella prosa di Cipriani, più ci accorgiamo che con leggerezza l’autore non solo fa riferimenti frequenti al Poema – tra i personaggi attuali c’è anche una Beatrice che, come nella Commedia e come vuole etimologicamente il suo nome, “salva” – ma ci regala anche bargigli della storia del nostro paese: la Resistenza, l’occupazione tedesca e la collaborazione dei nonni di Paolo con il generale inglese Alexander che comandava le operazioni alleate nel nostro paese, la pace, la ripresa economica degli anni sessanta e via via sino ad arrivare alla Torino dei giorni nostri.
Quello di Cipriani è quasi un gioco di prestigio: riesce a legare l’attualità alla Commedia che tutti abbiamo studiato a scuola e che forse non sempre abbiamo amato.
Se siete tra costoro, Dante non lo saprà mai potrebbe aiutarvi a riconsiderare la vostra visione del Poeta e farvi scoprire che esiste un modo meno aulico di rapportarcisi.
Perché la grandezza di Dante è questa: la sua capacità di parlare agli esseri umani di ogni tempo.
La prosa e i personaggi di Cipriani, con delicatezza, ci rammentano esattamente questo.