Paola Grandis

I vedovi sono i migliori

di Daniela Schembri Volpe

È intrigante sin dal titolo e dalla copertina, il noir di Daniela Schembri Volpe, Edizioni Effetto.

Un tre di spade trafigge un cuore, accanto a una pallina da golf e a un coltello insanguinato.

La prima domanda che viene spontanea, prendendolo in mano, è: «i vedovi sono i migliori a far che?» Sempre spontanea, arriva d’istinto la risposta: a uccidere.

Bene, non è esattamente così.

Questo thriller gioca su diverse ambiguità che non starò certo a svelare e che in parte dipendono dalla trama e in parte dalla scrittura agile e asciutta della scrittrice.

Tuttavia, una prima chiara indicazione ci viene dagli eserghi che lasciano intravvedere cosa stiamo per leggere, in particolare cito

«Il vero amore lascia liberi» di Gino Cecchettin, il padre di Giulia.

Credo che in Italia, purtroppo, tutti conoscano la storia di Giulia e quel papà meraviglioso che è Gino.

Suggerire la lettura di un noir senza rivelare nulla è davvero difficile.

Lo so, lo scrivo ogni volta, ma trovo che per questo romanzo lo sia in particolar modo.

Una cosa però posso raccontarla: chi è il o, meglio, la morta: una giovane e famosa blogger, una promotrice di libri molto seguita sui social, Viola McGarvey.

Procedendo nella lettura, incontriamo alcuni personaggi: un tale Adranovichich, biologo marino; un pescatore di Noli, Bartolomeo Repetto; uno dei tanti innamorati e amanti (forse) di Viola, il dottor Pretti; il marito e vedovo di Viola.

La polizia interviene, ma in modo molto sfumato, solo quando non se può fare a meno per questioni di procedura.

Al capitolo sette, incontriamo la vera investigatrice: Dafne Volpi che non è una poliziotta bensì una guida turistica con il vizio di indagare o il dono di trovarsi nel luogo sbagliato al momento sbagliato, fate voi.

In questo caso, Dafne è quasi costretta a svolgere l’indagine, dal momento che suo figlio Manuel è un compagno di classe di John, il fratello di Viola e che entrambi si sono ritrovati sulla scena del delitto poco dopo che è stato commesso.

Per non parlare del fatto che Dafne sente, da donna e da madre, di dover rendere giustizia al povero corpo martoriato della ragazza.

Questo romanzo è dunque la storia di un femminicidio, di una ragazza troppo amata nel modo sbagliato, di una vittima di omicidio e di violenza.

Il capitolo quattro ci fa incontrare Viola poco prima della sua morte.

Scopriremo una ragazza determinata e colta, che nonostante i lividi si trucca e va in trasmissione come previsto a presentare il libro di una psicoterapeuta il cui titolo è già un programma: L’amore maligno.

Viola sarà viva ancora per una pagina, nel capitolo Orsetto inferocito: non più la star della diretta ma una donna impaurita e affezionata al fratello.

Dunque, il cuore trafitto da tre spade è quello di Viola.

Sì, ma non è così semplice: attorno a quel cuore che ha smesso di battere per colpa di una mano maschile, ruotano gli aspetti più noir della vicenda.

Come vi ho detto, in questo thriller ogni cosa non è mai come appare e rimanda sempre ad altro o almeno a qualcosa o a qualcuno più in là. Oltre.

Sullo sfondo di tutto, abbiamo una Torino estiva e afosa, persino un po’ soffocante.

Grazie a Dafne, mentre lei indaga, ci vengono mostrati angoli del centro città, la Reggia di Venaria, con qualche puntata in Liguria, a Noli e non solo, oltre all’affettuoso ma complesso rapporto tra una madre e un figlio ormai alle soglie dell’età adulta, ma non ancora tale.

Grazie a Manuel entriamo in contatto con l’ambiente scolastico di fine anno e fine ciclo, con un esame di maturità alle porte e le ansie di un diciottenne che deve affrontare quel passaggio e … superare l’esame per la patente.

Da ex insegnante delle superiori, posso confermarvi che, nella testa dei ragazzi, spesso le due prove si sovrappongono.

Almeno sino a qualche anno fa, poiché mi sembra che i diciottenni di oggi attribuiscano una minor importanza alla patente e forse anche all’esame.

Un ruolo particolare è rivestito dal dottor Pretti che è una sorta di Dr. Watson, amico e consigliere di Dafne.

È il suo angelo custode, la persona che l’aiuta nei momenti difficili e che la riporta alla razionalità.

O che almeno ci prova.

Che cosa c’entrano i vedovi, vi starete chiedendo a questo punto.

Non ve lo dirò, per scoprirlo dovrete leggere il romanzo che è, in verità, il secondo con Dafne Volpi, guida turistica, nelle vesti di investigatrice.

 

 

 

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