La notte non si annuncia
di Renato Cipriani pubblicato da Pathos Edizioni
Un libro che tratta argomenti non facili, questo nuovo romanzo di Renato Cipriani e che tuttavia si legge d’un fiato grazie alla prosa scorrevole dell’autore e all’incalzare della trama.
Sin dal primo capitolo comprendiamo che il tema della Morte attraverserà tutta la storia.
Il protagonista del romanzo, il bambino Lucio – che seguiremo attraverso tutto il suo percorso di crescita sino all’uomo maturo – durante uno dei classici giochi che si fanno da ragazzini si ritroverà, per la prima volta, a riflettere su questo tema.
Man mano che la sua vita procede, insieme a lui anche noi lettori finiremo col (ri)proporci le eterne domande che accompagnano l’essere umano nel corso dell’esistenza.
Ma questo non è il solo argomento delicato che Cipriani affronta nel suo libro.
Lucio ha una sorella più grande, Doria, che sin da subito ci appare come una persona tormentata dalle questioni sociali e dallo spirito dei tempi: il romanzo infatti si sviluppa – attraverso diversi colpi di scena – nel corso deli anni Sessanta/Settanta, restituendoci uno spaccato degli Anni di Piombo.
L’autore riesce a trattare questi temi complessi e dolorosi – nei quali si inseriscono anche la malattia neurodegenerativa del padre e la sofferenza di un’intera famiglia, dopo che Doria deciderà di entrare in clandestinità e di partecipare alla lotta armata – con leggerezza e profondità.
Sì, avete letto bene: ho utilizzato questo ossimoro perché mi è parso che rendesse bene quello che questa lettura mi ha restituito.
Da docente di Storia, da lettrice e da persona che quegli anni li ha conosciuti ho ritrovato quel mondo e quei pensieri e tutta la drammaticità storica di un‘Italia – di un’Europa – attraversata da quel fremito rivoluzionario che ha seguito il Sessantotto.
Leggendo mi sono commossa e ho apprezzato la lievità, direi quasi la liricità, della prosa di Renato Cipriani che ha saputo affrontatare questi argomenti senza scadere nella retorica storica, politica e filosofica, indagando più i risvolti personali e psicologici dei personaggi.
Se a tutto questo aggiungete che, sin dalle prime pagine, il romanzo ha come sottofondo il tema di cosa accade quando si muore e di cosa sia la nostra vita in relazione alla presa di coscienza del traguardo finale che ci attende tutti, non potrete che apprezzare la prosa che l’autore ha utilizzato nel raccontarci la parabola di Lucio e Doria.
Vi ho parlato di colpi di scena, dei quali non vi dirò nulla ma che, soprattutto verso la fine del romanzo, trasmettono alla narrazione un’atmosfera da thriller psicologico e filosofico.
Non voglio sembrare eccessiva, ma davvero questo romanzo mi ha ricordato Le operette morali di Leopardi.
Testo che conosco molto bene, che ho studiato e insegnato a lungo e che apprezzo particolarmente.
Con La notte non si annuncia – dopo Dante non lo saprà mai entrambi pubblicati con Pathos Edizioni – Renato Cipriani si afferma come uno scrittore molto abile e di grande talento.
Su questo blog suggerisco sempre opere che – a mio insindacabile e soggettivo giudizio – considero molto valide: questo romanzo lo è in modo particolare, per cui … LEGGETELO!